Incontro di formazione comunitaria: venerdì 19 gennaio 2024

di Arianna Botticelli

INCONTRO COMUNITARIO I DISCEPOLI DI EMMAUS

13Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante

circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi

giorni?». 19Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. 21Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23e non

avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».

25Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

APARTIREDALTERMINEDISCERNIMENTO

Riuscire a vedere o a comprendere con sufficiente chiarezza per distinguere il bene dal male: Oscura e profonda era [la valle] e nebulosa Tanto che... Io non vi discernea alcuna cosa (Dante).

PRIMO PUNTO: CONVERSAVANO E DISCUTEVANO

Il primo aspetto del DISCERNIMENTO è il LUOGO in cui esso avviene che è la RELAZIONE tra i due e tra i due e Gesù: questo aspetto particolare indica una regola generale sul discernimento che non può essere fatto da soli. La relazione è il luogo dove io comprendo come Dio si comunica a me. Il discernimento ci protegge dalle più varie deviazioni sia fondamentalistiche che dai fanatismi religiosi sintonizzandoci con la Sua volontà. E’ molto importante accettare che ci sia una persona oltre a me con la quale

posso permettermi di discernere. Il discernimento è un PERCORSO da fare insieme e questo non vuol dire non essere capaci di scegliere da soli, perché la scelta viene dopo, prima viene il discernimento che non è la scelta, ma il luogo per imparare a scegliere il bene e rigettare il male. Discerne insieme non è una mancanza di libertà personale o di autonomia, ma un’occasione per essere veramente liberi e indipendenti. Il discernimento non è un percorso di condizionamento, ma di liberazione.

SECONDO PUNTO: SI FERMARONO CON IL VOLTO TRISTE

Il secondo aspetto del DISCERNIMENTO è la PERSONA da cui parte la relazione e la persona ha pensieri e sentimenti come li avevano i due discepoli di Emmaus che vivono il sentimento della tristezza e avevano un loro pensiero su quello che stava accadendo. Proprio questi pensieri e sentimenti gli impediscono di vedere e riconoscere nello sconosciuto che si è affiancato a loro proprio la persona di Gesù, nonostante loro hanno un bagaglio di esperienza di vita vissuta con Gesù. Paradossalmente il discernimento parte dai pensieri e dai sentimenti della persona, perché sono proprio questi a prendere il sopravvento sul discernimento stesso.

TERZO PUNTO: NOI SPERAVAMO CHE FOSSE LUI A LIBERARE ISRAELE

  • Il discernimento si divide in due tappe: la prima tappa è quella della purificazione dei pensieri e dei sentimenti che vanno necessariamente verificati nella continuità della preghiera personale e nello stare con Dio nei sacramenti e nell’ascolto della Parola. In modo particolare è importante verificare da dove parte e dove ci porta quel pensiero e quel sentimento: il punto di partenza e la direzione. La domanda dello sconosciuto mette in modo una verifica nella quale emerge l’origine della tristezza che è in ciò che loro speravano e che loro immaginavano. Quindi è importante non dare per veri e certi i nostri pensieri e sentimenti ma verificarli sempre perché il nostro discernimento potrebbe essere falsato da ciò che pensiamo e che sentiamo nei confronti di una persona così come è successo per i discepoli di Emmaus.
  • Quando lo sconosciuto gli parla e gli spiega le Scritture lì porta fuori da ciò che pensavano e da ciò che sentivano per fargli vedere quello che non vedono e non sentono nel loro racconto esperienziale in tutto ciò che gli è accaduto.
  • Incominciano a vedere quando gli mostra nello spezzare il pane quello che ha fatto per loro, e allo gli si aprirono gli occhi e lo riconobbero: e qui interviene il bagaglio esperienziale e la vita di fede vissuta con Gesù e il loro pensiero si apre tanto che il cuore ha un altro sentimento. Dopo che la Parola e l’Eucarestia li ha portati fuori dai loro pensieri e sentimenti per vedere quello che non vedono e alla fine i pensieri e i sentimenti sono cambiati e da lì possono il loro discernimento che nella seconda fase diventa un habitus

Quindi la prima tappa del discernimento è purificativa che converge verso un’autentica conoscenza di sé in Dio e di Dio nella propria storia e nella propria vita. Nella seconda tappa il discernimento diventa habitus, un atteggiamento in cui siamo chiamati a lavorare sulla FIDUCIA, DOCILITA’ e UMILTA’ ad intra e ad extra della nostra persona.

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